L’architetto Marco Carini racconta la villa naturale Leaf Sound

02.2024

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Scopriamo attraverso le parole dell’architetto Marco Carini l’ispirazione che sta dietro a questo progetto paradisiaco di design

Nel cuore della Franciacorta, proprio in mezzo a un bosco, sorge Leaf Sound, la villa naturale progettata dal designer Marco Carini. L’abitazione si erge nel centro di un’ampia radura, accanto a centinaia di alberi secolari.

Vista l’intrinseca magia di questa magnifica location, è venuto naturale realizzare un’abitazione che entrasse perfettamente in armonia con l’ambiente: un edificio davvero particolare, e dal grande impatto estetico.

A completare l’atmosfera, l’architetto ha scelto le nostre pietre naturali per creare, accanto a legno e vetro, una piccola oasi naturale.

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Puoi parlarci del progetto? Quale è stata l’ispirazione che ha guidato il design?

Il progetto è nato in modo spontaneo, visitando il luogo, ed osservando che l'unico posto dove si poteva costruire la villa, in mezzo ad un bosco era dove non c'erano alberi. E con la proprietà abbiamo deciso di progettare una casa che fosse un albero in più. A quel punto scegliere di progettare e realizzare una villa quasi completamente vetrata è stato quasi automatico. Non c'è dentro, non c'è fuori, questo il motto che ha contraddistinto l'iter progettuale. Essere in mezzo ad un bosco vuol dire secondo me poterlo vivere, esserne parte, in ogni momento della giornata, come pure poter avere contatto con chi della famiglia è magari al piano superiore, poter cogliere i movimenti delle persone, ma anche del sole che sorge, o che ci regala l'ultima luce del tramonto. La luce è come per le piante l'elemento che diventa vita. Vivere una casa attraversata dal sole è ricevere energia in ogni momento della giornata, ricevere poesia quando un raggio accarezza i materiali, è il calore di un abbraccio.

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Cosa ti ha spinto a scegliere questi prodotti Salvatori?

Una casa naturale ha bisogno di equilibrio, di armonia. Salvatori per me rappresenta, quasi in una visione olistica, la terra, uno dei cinque elementi della filosofia orientale. La profondità, la vibrazione. Vestire il percorso verso la parte più alta della villa, abbracciare il rito dell'acqua, della doccia, o essere l'elemento base per la preparazione dei cibi, per l'energia da regalare al corpo. E poi ancora, lo sfondo per le letture, o il fondersi con i colori degli abiti, essere minimo comune denominatore per le stagioni, Queste le ragioni che mi hanno spinto a scegliere i prodotti che hanno vestito l'interno della villa.

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Perché hai scelto di lavorare con Salvatori?

Perchè nella vita scelgo per istinto, per amore, soprattutto se si tratta di una parte così intima, così profonda come la casa. E poi perchè condivido i valori che salvatori esprime.

Com’è stato lavorare con Salvatori?

Lavorare con Salvatori è stato facile. Una collaborazione profonda ed articolata.

Il cliente è rimasto soddisfatto?

Il cliente è rimasto affascinato, non solo soddisfatto. Ha avuto la sensazione di non essere cliente, ma di essere seguito da un'azienda che la aiutava a realizzare un sogno.

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Per noi di Salvatori c’è un forte legame fra il design e la musica. Vuoi condividere con noi le tue 10 canzoni preferite che ti aiutano a prendere l’ispirazione quando disegni e progetti?

Mi piace l'idea, che per ogni progetto, ci sia una colonna sonora. In questo caso la canzone che ho ascoltato di più durante il lavoro è stata "My Song" suonata da Keith Jarret, ma non solo, anche:

  • "Blackbird" dei Beatles suonata da Brad Mehldau
  • "Water from an Ancient Well" suonata da Abdullah Ibrahim
  • "Blue Rhapsody" di Gerswin
  • "This little light of mine" di Thelonious Monk
  • La bossanova di “The Duck (O Pato)” nella versione di Jon Hendriks
  • La vivacissima "Day Tripper" dei Beatles suonata da Ramsey Lewis
  • La delicatissima "Back in Bahia" suonata e cantata in duo da Caetano Veloso e Gilberto Gil
  • Il Duo Taufic che suona "Nosso Chao"
  • "Something" dei Beatles nella rarissima e quasi introvabile versione con al piano Stefano Bollani

Architetto: Marco Carini
Fotografo: Fausto Mazza

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