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Design for soul: la sostenibilità che affascina

01.2021

Design for soul: il progetto che nasce dalla collaborazione con l’associazione Food for soul dello Chef Massimo Bottura per una sostenibilità che affascina.

I valori di responsabilità sociale e sostenibilità sono i punti cardine di questa collezione progettata dal designer Piero Lissoni e realizzata a supporto dell’associazione Food for Soul dello Chef Massimo Bottura che lotta contro lo spreco di cibo e la vulnerabilità sociale attraverso la promozione di un consumo più equo e responsabile degli alimenti.

“L’anima del progetto si porta dietro un’idea molto precisa, che tutti questi tavoli aiuteranno un cuoco come Massimo Bottura a costruire dei luoghi dove le persone senza possibilità di mangiare potranno invece in quel luogo mangiare”; queste le parole del designer Piero Lissoni per spiegare le motivazioni alla base della realizzazione della collezione che rappresenta “un design legato all’anima che ha bisogno di andare a cercare l’anima dei materiali, ha bisogno di andare a cercare l’animo dei progetti”.

“Recuperiamo il materiale come Massimo recupera il cibo”

Entrambi i lavori condividono infatti gli stessi valori di responsabilità e sostenibilità e così come Food for Soul fornisce sostegno alle comunità riusando alimenti che altrimenti andrebbero sprecati per dare un pasto a persone in difficoltà, così anche Design for Soul ha basato tutta la sua realizzazione sul recupero di materiali: “abbiamo fatto un paso doble” ha affermato il designer, “recuperiamo il materiale come Massimo recupera il cibo”.

Anche la pietra infatti è, come il cibo, una risorsa naturale che, oltre ad essere scarsa, ha una lavorazione che comporta la produzione di un ingente quantitativo di scarti, scarti che spesso rimangono inutilizzati ma non in questo caso; Lissoni parte proprio dagli scarti di lavorazione per creare la collezione Design for Soul, spiegando come “quando tagli una montagna, un sacco del materiale di questa montagna tagliata poi in qualche maniera diventa materiale di recupero” e come “il primo gradino di questo progetto è stato: recuperiamo i materiali perduti, quelli che normalmente vengono dimenticati”.

La pietra naturale, poi, si sposa perfettamente al progetto dal momento che, citando le parole di Lissoni, “l’anima di questo materiale ogni volta può essere riconosciuta semplicemente perché magari ne faccio un tavolo, ed un secondo tavolo uguale non ci sarà”.

Sia la pietra che il cibo sono risorse naturali ed il loro spreco è qualcosa da osteggiare, modificando i paradigmi di pensiero e trovando soluzioni alternative e sostenibili perché, “una volta che tagli una montagna non ce ne sarà una seconda uguale, una volta tagliata quella ci sarà una montagna tagliata e quindi è morale e sacrosanto recuperare il materiale e non buttarlo via”.

In Design For Soul Lissoni è riuscito realizzare oggetti sostenibili ma al contempo esteticamente validi ed affascinanti, dimostrando che design e sostenibilità possono fare moltissimo insieme.