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Salvatori The Village Collection: Intervista a Rodolfo Dordoni

05.2021

Il progetto The Village: ne parliamo con Rodolfo Dordoni

Il 2020 è stato un anno che ha cambiato per sempre la nostra percezione di ciò che ci circonda. Nello scorso anno, le nostre case sono passate da essere principalmente luoghi di transito, ambienti di contorno a una vita frenetica, a veri e propri rifugi, schermi contro un mondo che non riconoscevamo più.

Il ritrovato valore del tempo condiviso ha permesso di rivalutare il ruolo ancestrale che la propria casa ricopre da sempre: un luogo dove vivere e condividere, con amore e armonia.

Questo cambiamento ha abbracciato tutto il mondo: una mutazione senza distinzione, che ha eliminato i confini geografici e politici, creando un unico grande popolo unito.

Salvatori ha voluto rendere omaggio a questo cambio di prospettiva e, in particolare, al ruolo prezioso che la casa ricopre nella vita di ognuno di noi. Per questo, abbiamo voluto creare un vero e proprio villaggio, che rispecchiasse l’umanità nella sua interezza: un melting pot di culture e colori, in grado di riprodurre con fedeltà la ricchezza di stili e valori che popola il villaggio globale.

Tra gli artisti che abbiamo scelto per dare vita alla nostra collezione The Village, troviamo l’importante collaborazione con Rodolfo Dordoni. Il noto architetto milanese ha contribuito a popolare il nostro agglomerato urbano progettando una serie di piccole abitazioni, originali e preziose.

Dordoni ha sfruttato sapientemente le sfumature della pietra naturale per dare vita a piccole sculture che impersonificano alla perfezione il suo concetto di casa.

Nell’intervista che segue, abbiamo affrontato non solo il processo creativo della partecipazione di Dordoni a The Village, ma anche ciò che guida l’architetto nella realizzazione di tutte le sue opere.

Scopri i pensieri di Rodolfo Dordoni su The Village, il nostro nuovo progetto che esplora il modo in cui vediamo le nostre case oggi

Per lei cos’è il design applicato alla pietra naturale?

In questo caso è stato lo stimolo a trovare un equilibrio tra l’idea di architettura, il senso della scultura e la logica del design.

Ha partecipato al progetto The Village. Come si lega secondo lei il design al luogo del cuore?

Tutti hanno un’icona di casa, fin dall’infanzia, che poi credo muti o maturi col tempo. Il design le dà, semplicemente, forma.

Quali sono i principi che l’hanno guidata nel progettare le sue sculture per The Village?

Il contrapposto tra razionalità e gioco è stato ciò che mi ha coinvolto.

Quanto è importante per lei la funzionalità nel design?

Sono vergine di segno zodiacale, quindi molto razionale, e questo incide sul mio modo di pensare un oggetto, ma ho l’ascendente in scorpione, e questo ribalta tutto.

Quale pensa possa essere il contributo della sostenibilità nel futuro del design?

Non penso si possa, o debba, più parlare di contributo, dev’essere un elemento fondamentale nel progetto.

Come è stato per lei lavorare con Salvatori?

Il buon umore che si respira nel rapporto fa superare i tempi di attesa. Come essere in coda per un concerto.

Con che nome ha ribattezzato la sua opera, e perché?

Novecento, per l’ispirazione della purezza delle forme.

Quali pietre ha selezionato per dare forma alle sue sculture, e perché?

Ho scelto quattro diversi marmi – Bianco Carrara, Pietra d’Avola, Verde Alpi e Rosso Collemandina – per dare varietà al paesaggio, con una calda finitura sabbiata.

Il concetto di casa come luogo dell’emozione, vivo e vitale, permea non solo il progetto The Village ma tutta la produzione Salvatori. Da sempre, desideriamo creare complementi d’arredo che scaturiscano sensazioni in chi ne usufruisce: un design elegante e singolare, che mira a completare l’esperienza sensoriale dell’uomo.