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Il cantiere perfetto: la movimentazione delle lastre

01.2021

Il cantiere, come abbiamo già spiegato nei nostri precedenti articoli, è un micro-mondo a sé, dove più soggetti ogni giorno si incontrano per svolgere le più diverse mansioni e dove è quindi essenziale, affinché il progetto possa definirsi concluso in modo efficiente, che questi collaborino e cooperino fra loro senza intralci.  

 

Le tecniche per alzare e spostare le lastre di pietra naturale richiedono non solo una cura estrema ma anche un tocco delicato.

In un cantiere sono milioni le operazioni che vengono svolte giornalmente, e di queste la quasi totalità comporta non pochi rischi per la salute e sicurezza non solo del luogo stesso in cui avviene il progetto, ma anche e soprattutto dei lavoratori coinvolti. Una di queste pericolose operazioni è la cosiddetta movimentazione delle lastre

La movimentazione delle lastre è, in un cantiere, quell’operazione attraverso cui solitamente si va ad effettuare la posa di un casellario; le lastre sono generalmente molto grosse ed il loro spostamento diventa quindi un’azione particolarmente delicata e importante proprio per via dei pesi elevati delle lastre utilizzate. 

Le lastre comuni hanno dimensioni generalmente prestabilite, solitamente infatti si parla di lastre della grandezza di 1 mq, con lo spessore di 1 cm con un peso di 27 kg/mq. Le lastre a casellario, invece, si avvicinano ad una grandezza di circa 2 mqed hanno uno spessore di 2 cm arrivando quindi ad avere, indicativamente, un peso di circa 100 Kg a lastra, ed è proprio per questo motivo che, nel trattare questo tipo di lastre, risulta fondamentale usare degli appositi carrelli professionali così da riuscire, una volta che le si sono estratte dalle casse, a movimentarle all’interno del cantiere, e preservando così non solo la loro integrità e ma anche quella di tutti gli operatori presenti. 

 

Oltre ai carrelli professionali esistono anche altri attrezzi con cui è possibile movimentare le varie tipologie di lastre all’interno di un dato cantiere; questi attrezzi sono le ventose ed i binari a biventose. 

Le ventose per marmo, ad esempio, sono attrezzi validi per la movimentazione di lastre lucide o semilavorate, e sono realizzate con una o più piastre aspiranti in base alla natura, alla grandezza e al peso delle lastre. Oltre a queste, per quanto riguarda il marmo ricordiamo inoltre anche le cosiddette “ventose di sollevamento” le quali sono costituite da una struttura portante ribaltabile manualmente da 0° a 90°.  

 

Anche con l’utilizzo delle ventose, la movimentazione di qualsiasi lastra deve chiaramente avvenire in massima sicurezza e, affinché ciò avvenga, è necessario usare uno specifico sistema a pompa grazie al quale è possibile incrementare il vuoto in qualsiasi momento mantenendo le ventose in presa sulla lastra. 

L’altro sistema di movimentazione citato è quello che utilizza i cosiddetti binari con biventose a estensione variabile. In questo caso le ventose sono equipaggiate con gomma anti macchia e, dal momento che sono fornite anche di pattini anti-attrito, hanno la possibilità di essere traslate sul binario. I binari però non sono utilizzati solo per la movimentazione delle lastre attraverso il sistema delle biventose ad estensione variabile, questi possono anche essere usati per l’estrazione della lastra dalla sua stessa cassa. In questo caso sarà infatti necessario utilizzare le cosiddette traverse telescopiche, le quali, con la loro estensione che va da un minimo di 90 cm fino a un massimo di 160 cm, consentono di accedere agevolmente all’interno della cassa per l’estrazione della lastra. Questo sistema di traverse telescopiche è inoltre dotato di quattro maniglie scorrevoli con gommino antiscivolo e anti macchia, proprio come le biventose ad estensione variabile, consentendo così un sollevamento il più ergonomico possibile ottimizzando, allo stesso tempo, la presa per la posa a parete. 

 

Foto scattate prima del Dpcm dell’11 Marzo 2020