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Salvatori e l’impegno alla sostenibilità: un connubio che dura da quasi cinquant’anni

03.2021

La sostenibilità in Salvatori: dalle origini alle sfide del futuro

La nostra azienda si contraddistingue da decenni per il suo impegno all’innovazione e allo sviluppo dell’industria lapidea.

Da moltissimi anni, in parallelo con il progresso delle tecniche di lavorazione e della ricerca verso un design sempre più sofisticato, è divenuto preponderante nella nostra filosofia lo sviluppo di pratiche ecosostenibili, che permettessero di supportare il nostro amato pianeta.

Capiamo insieme come la spinta all’ecosostenibilità ha plasmato il percorso Salvatori, dalle origini fino ai giorni nostri, e il futuro che l’azienda costruisce davanti a sé.

Scopri il nostro impegno nel rispetto delle risorse

Le origini della Sostenibilità nell’azienda Salvatori

Nella nostra azienda il concetto di ecosostenibilità e rispetto per l’ambiente hanno origini profonde. Molto prima che l’attenzione alle problematiche ambientali diventasse un interesse di tutti, infatti, Salvatori cercava già di ridurre il suo impatto sul pianeta.

La prima opera innovativa risale al 1975: in quel periodo si scoprì che le micropolveri del marmo, che si creano durante le operazioni di taglio della pietra, mescolandosi all’acqua di lavorazione finivano per confluire nei fiumi.

Sebbene il marmo sia di origine naturale, e quindi di per sé non inquinante, le sue polveri depositandosi sul greto dei fiumi impediscono alla flora di fotosintetizzare, con l’effetto di una pericolosa reazione a catena che mina tutto l’ecosistema e la sopravvivenza degli animali. Fu così che Alfredo Salvatori, il padre del nostro attuale CEO Gabriele, mise a punto e sviluppò una macchina che per la prima volta prevedeva un sistema di filtraggio a circuito chiuso: ciò significava, non solo la possibilità di risparmiare un bene prezioso come l’acqua, ma anche di non inquinare i fiumi con la polvere della lavorazione.

Una doppia vittoria quindi, e la prima scintilla di una propensione alla sostenibilità che non si è mai fermata.

La sostenibilità oggi: i prodotti Salvatori

L’innovazione ha sempre contraddistinto la nostra azienda fin dagli inizi: il desiderio di migliorare il nostro lavoro costantemente e di non fermarsi mai davanti alle parole “non è possibile” quasi una missione.

Per questo, dal 1975, non abbiamo mai smesso di chiederci come poter rendere l’industria meno impattante sull’ambiente e sulle risorse, fino alla progettazione di prodotti sostenibili.

Ad attirare l’attenzione di Gabriele, il nostro CEO, fu la quantità di scarti che la lavorazione del marmo produce: sebbene infatti sia una risorsa naturale durevole, i tantissimi scarti di lavorazione presentavano un grande spreco di questo unico pregiato materiale, oltre a comportare un processo di smaltimento molto costoso, sia in termini monetari che ambientali.

Nel 2009 l’azienda inizia a pensare a riutilizzare quelle pietre scartate non per difetto strutturale, ma soltanto come risultato delle lavorazioni del marmo. Mentre tornavano alla mente i lunghi muri a incasso costruiti sapientemente dai nostri avi, si iniziò a pensare come si potesse dare vita agli scarti della lavorazione utilizzando essenzialmente lo stesso metodo: Gabriele pensò che incastrando i singoli pezzi, scelti a mano uno a uno, si potessero creare delle bellissime lastre, che apposte una sopra l’altra pressandole avrebbero dato vita a un grande blocco, da tagliare e rifinire come un qualsiasi blocco appena uscito dalla cava.

Una continua ricerca e un lungo sviluppo hanno permesso di capire come incastrare le pietre e come sviluppare una resina che fosse al contempo funzionale ed ecologica: anziché infatti di utilizzare una resina epossilica, efficace sì ma inquinante, Salvatori è riuscito a sviluppare un collante a base di Soia, completamente ecofriendly.

È così che nel 2010 viene finalmente lanciata Lithoverde®, la prima superficie in pietra al mondo completamente riciclata. Rivelatosi da subito unico sia per l’estrema sostenibilità che lo caratterizza, sia per l’eleganza della variegata texture, l’interesse e il successo di Lithoverde® è stato immediato, tanto che oggi i soli scarti della nostra azienda non bastano più, e per completare tutti gli ordini acquistiamo i ritagli di produzione anche dalle attività a noi vicine.

Un processo quindi che ci permette non solo di diminuire l’impatto della nostra azienda, ma anche di recuperare moltissimo materiale della filiera.

Questa sua duplice natura, che unisce eleganza e sostenibilità, ha fatto sì che Lithoverde® vincesse molti riconoscimenti, in Italia e all’estero, e che prestigiosi designer se ne avvalessero per dare forma alle proprie idee e ai propri edifici: esemplare l’utilizzo che ne ha fatto John Pawson, famosissimo architetto britannico, per dare vita alla sua intrigante House of Stone.

Da qui in poi, il desiderio di Gabriele Salvatori di creare e sviluppare prodotti a impatto zero, che prendessero vita da scarti e rimanenze, e mantenessero un alto livello di progettazione e design, non si è mai fermato.

Sempre dagli scarti di lavorazione ha origine infatti un’altra texture: Romboo. Nata dagli scarti della lavorazione di Bamboo, bestseller di Salvatori da quasi venti anni, ogni marmetta esagonale della texture Romboo è composta da 3 piccoli rombi che formano una finitura tridimensionale davvero unica e di grande impatto.

Nel 2018, questa spinta all’ecosostenibilità ha vissuto un’ulteriore svolta, indice di una spinta al cambiamento davvero imperitura. Gabriele Salvatori, in collaborazione con l’amico e designer Piero Lissoni, progetta e sviluppa una linea di tavoli realizzati con lastre di marmo rimanenti dai più disparati progetti: la collezione Lost Stones.

L’idea fu quella di utilizzare la tecnica del Kintsugi, un’antica tecnica giapponese che prevede di riparare gli oggetti rotti utilizzando metalli preziosi, come l’oro e l’argento, per restituire all’oggetto una vita nuova che però non dimentica quella passata.

Questa tecnica, e l’innata resilienza della pietra naturale hanno permesso di creare tavolini davvero unici, riutilizzando lastre talvolta dalle origini singolarmente prestigiose: spinti da curiosità e ricerca, infatti, Salvatori e Lissoni hanno visitato magazzini in tutta Italia, scovando rimanenze di marmi unici, come quello utilizzato da Mies van der Rohe per il suo famoso Padiglione di Barcellona, o quelli utilizzati per la cattedrale di Notre Dame.

Riciclo e valore storico, quindi, uniti nella creazione di un prodotto di design unico e irripetibile.

Non solo prodotti: la sostenibilità nell’azienda

L’impegno alla sostenibilità, come abbiamo detto, continua senza sosta da quel lontano 1975 e permea tutta l’azienda, non solo la parte di produzione e sviluppo dei prodotti: l’interesse della nostra attività è ridurre il più possibile la propria impronta ambientale, non limitandosi soltanto al marmo, ma anche alla salvaguardia di altri importanti risorse, come l’acqua o la carta.

Un occhio rivolto a ecologia e rispetto per l’ambiente lo troviamo ad esempio nel packaging dei nostri prodotti. Da anni Salvatori si impegna nello sviluppo di sistemi di imballaggio efficaci per il trasporto della pietra e al contempo ecologici: con la consapevolezza di avere ancora una lunga strada di fronte a sé, ad oggi la nostra azienda spedisce circa il 40% della propria produzione utilizzando esclusivamente imballaggi realizzati con carta e cartone riciclato. In più, abbiamo una collaborazione avviata con l’Università di Pisa per la realizzazione di packaging edibili, che non prevedano altro che ingredienti di origine naturale.

Un utilizzo della carta rispettoso e sostenibile, per noi, doveva prevedere però un cambiamento di tutta l’azienda. Come prima cosa, abbiamo smesso di stampare su carta i nostri cataloghi: tutti i nostri prodotti hanno brochure digitali facilmente consultabili, e che non impattano sul pianeta.

Laddove un nostro rivenditore esprimesse però la necessità del depliant cartaceo, veniamo incontro alla richiesta stampando il prodotto interamente su carta riciclata e provenienti da fonti FSC. Abbiamo persino eliminato nei nostri shop le borse in questo materiale, sostituendole con delle più ecologiche e durature shopping bag in cotone.

Un atteggiamento costantemente rivolto al rispetto dell’ambiente è secondo noi la base per favorire la crescita di una cultura rispettosa delle risorse, sia nei nostri dipendenti che nei nostri clienti.

Il futuro di Salvatori

Salvatori è determinata a mantenere questo suo approccio innovativo allo sviluppo ecosostenibile.

La pietra naturale è un materiale, di sua natura, amico dell’ambiente: duraturo, organico, che per essere lavorato non necessita di trattamenti inquinanti. Sta ai produttori, il compito di studiare e sperimentare costantemente metodi innovativi che permettano all’industria lapidea di rispettare l’integrità dell’ecosistema.

Salvatori è l’unica azienda del settore ad avere al suo interno un team dedicato a sviluppo e ricerca e collabora costantemente, come abbiamo già detto, con università e studi professionali per la continua sperimentazione nel campo dell’innovazione ecologica, per raggiungere un azzeramento dell’impatto aziendale che abbracci tutta l’azienda.

La sostenibilità ha radici profonde e radicate nella mentalità di Salvatori.

Siamo convinti che, più che un obbligo, le aziende, grazie a questa nuova consapevolezza, abbiano la preziosa possibilità di fare la differenza, facendo germogliare nelle generazioni future un’innata propensione alla salvaguardia della natura.

Salvatori si pone l’obbiettivo di diventare leader del design applicato alla sostenibilità, mettendosi in prima linea contro le sfide future del nostro prezioso pianeta.