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La posa a secco o “dry lay”

02.2021

Dry Lay, o posa a secco, che tipo di processo è? Cosa comporta e perché è così importante per i progetti in cui viene impiegata la pietra naturale? 

Scopriamolo!

Impara tutto quello che c'è da sapere sulla posa a secco delle piastrelle in pietra naturale e migliora tutti i tuoi progetti

What exactly is a dry lay?

Sappiamo tutti benissimo che all’interno di qualsiasi progetto che si rispetti (sia questo d’arredamento o architettonico) la posa dei materiali è fondamentale.

Questa fase, che nel processo generale di messa in posa dei materiali viene dopo quella di progettazione e quella di realizzazione dell’oggetto di posa, si sviluppa (ovviamente non prima di aver pretrattato ogni singola marmetta) in due momenti: prima avviene la cosiddetta posa “a secco”, poi la posa effettiva con l’utilizzo di malta o cemento adesivo.

Nel caso di messa in posa di un materiale come il marmo, il processo di posa a secco è fondamentale in quanto garantisce una miglior qualità generale del progetto e del modello desiderato prima ancora che le marmette vengano posate secondo lo schema di posa deciso, garantendo così un risultato ideale sia in termini di estetica che di qualità.

La caratteristica che distingue la pietra naturale e che la rende così particolare è la sua stessa unicità la quale cambia e cangia in ogni applicazione: ogni singola marmetta è quindi totalmente diversa dall’altra, anche se ottenuta dalla stessa cava, blocco, o addirittura lastra.

La bellezza (e la difficoltà) sta infatti nel saper sapientemente abbinare le diverse tonalità e sfumature di fondo presenti in ogni singola lastra attraverso un processo di posa a secco; processo che è senza ombra di dubbio il miglior metodo per garantire il corretto ordinamento delle marmette e la loro ottimale combinazione nel progetto finale di posa.

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La posa a secco non è certamente un’attività facile da svolgere: il maestro posatore, grazie alla sua esperienza, seleziona e simula il risultato finale per creare una fotografia di come il materiale deve apparire una volta terminato il lavoro. Il modo in cui vengono posate le varie marmette può portare a risultati diversi se non si fa in modo di ricordare l’esatta disposizione 

Il processo della posa a secco è un processo talmente utile ed importante che viene applicato sia in cantiere sia in azienda anche se ovviamente su scala minore, con marmette texture e dimensioni diverse ed il suo più grande vantaggio è la flessibilità, nonché l’opportunità di correggere eventuali sbavature di posa prima che essa avvenga. 

La posa a secco permette infatti sia di esaltare la composizione naturale del prodotto, con tutte le sue venature e sfumature di colori, sia di assicurarsi che il risultato finale sia perfetto. 

Non sempre però è possibile eseguire la posa a secco al momento della posa; nel caso in cui questo non fosse possibile, è sempre buona norma prelevare le marmette da posare in una stessa area selezionandole di volta in volta da imballi differenti così da evitare che le eventuali differenze di tono delle marmette si concentrino in una porzione definita del rivestimento. 

Va inoltre ulteriormente specificato che, a differenza del metodo casellario, il quale presenta lastre numerate, la posa a secco non prevede la numerazione, le marmette sono poi ridisposte secondo memoria e forma rendendo, di fatto, la posa a secco un’attività veramente difficile da svolgere che richiede una lunga esperienza affinché possa essere svolta nel modo corretto e affinché porti al risultato progettato e sperato. Salvatori per questo motivo da anni collabora con i più esperti posati della zona, riuscendo a fornire, quando richiesto dal cliente, un servizio di posa a secco in azienda prima dell’arrivo del materiale in cantiere con marmette numerate, consentendo così da un lato una più pratica ed efficiente effettiva messa in posa da parte dei posatori e dall’altro di mostrare al committente una fotografia in anteprima di come risulterà il rivestimento una volta terminato il processo di messa in posa.