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Cambiare il pavimento: tipi di posa

02.2021

Come cambiare il pavimento per migliorare lo stile della propria casa

Cambiare il pavimento è una scelta tutt’altro che scontata. Sebbene installare un pavimento nuovo permetta di rinnovare l’aspetto di tutta la casa, spesso i tempi e le modalità possono spaventare.

Volete rivoluzionare la vostra casa ma non sapete da che parte cominciare? Niente paura! In questo articolo vedremo insieme i motivi per cui cambiare il pavimento di casa è una buona scelta e cosa valutare, prima di iniziare, per decidere quale tipo di posa si adatta meglio al vostro caso.

Siete pronti? Iniziamo!

 

Interested in changing your home flooring? Here’s some useful advice you should consider

Cambiare il pavimento: perché?

Decidere di cambiare il pavimento della propria casa è una scelta che può dipendere da svariati motivi. Sicuramente i principali sono 3:

  • La necessità di aggiornare un impianto
  • La presenza di un pavimento usurato o rovinato
  • Ragioni estetiche

Quando ci si trova a ristrutturare un appartamento, la questione degli impianti assume una spiccata importanza. Tubazioni datate e normative in evoluzione spesso richiedono un intervento sull’impiantistica che, ahinoi, passa proprio sotto al pavimento.

In questo caso, per effettuare gli ammodernamenti e le riparazioni necessari sarà obbligatorio demolire la vecchia pavimentazione. A seconda dell’estensione dell’intervento, si potrà scegliere se rifare il pavimento cambiandolo completamente oppure provare delle interessanti combinazioni, che permettano di risparmiare tempo e denaro, accostando pavimenti diversi.

Diverso il caso di un pavimento che risulta usurato o rovinato. Nel caso in cui la pavimentazione sia realizzata con materiali pregiati, come un bellissimo marmo, vale la pena di tentare di rinnovare il pavimento senza sostituirlo, riportandolo all’originale splendore tramite l’utilizzo di appositi macchinari – anche se per noi di Salvatori, la patina che riveste il marmo negli anni è inimitabile.

Laddove questo non fosse possibile, anche in questo caso si potrà valutare l’inserimento di inserti nel pavimento esistente oppure di sostituire totalmente la pavimentazione, scegliendo quali delle modalità che vedremo più avanti si addicono meglio alle nostre esigenze.

Non necessiti di apportare ammodernamenti alle tubazioni e il pavimento di per sé non è rovinato, ma proprio non risponde ai tuoi gusti? Allora cambiarlo è comunque la scelta giusta. La pavimentazione è una parte molto importante dell’abitazione, e di grande impatto visivo: il compito di una casa è quello di accoglierci e farci rilassare, e un pavimento che non fa per noi non contribuisce assolutamente al raggiungimento di questa atmosfera.

Senza precise necessità tecniche, in questo caso decidere le modalità con cui effettuare la sostituzione del pavimento diventa una scelta più libera: anche rifare il pavimento senza togliere il vecchio si può rivelare un’ottima decisione.

Anche se non ci sono evidenti necessità tecniche, bisogna tenere presenti dei precisi vincoli che possono obbligare all’una o all’altra scelta. Scopriamoli insieme.

Le caratteristiche da prendere in considerazione prima di cambiare il pavimento

Come vedremo più avanti, le macrocategorie di ripavimentazione sono due: la posa con demolizione del vecchio pavimento e la posa che si appoggia al pavimento esistente.

Al di là dei vantaggi e gli svantaggi che entrambi i tipi di intervento portano con sé, laddove non c’è un obbligo a una o l’altra scelta, prima di prendere una decisione bisogna analizzare bene l’area e calcolare accuratamente questi aspetti:

  • La presenza di un pavimento radiante
  • Eventuali arredi su misura
  • Le porte
  • Lo stato del pavimento

Se nella casa da ristrutturare è già presente un riscaldamento a pavimento radiante, certamente sovrapporre all’esistente un ulteriore strato non è la scelta migliore: da un lato, la riduzione dell’effetto radiante sarà sensibilmente avvertibile; dall’altra, bisognerebbe studiare molto attentamente la dilatazione sia del pavimento vecchio che di quello sovrapposto per evitare delle rotture della superficie, tramite calcoli che non riescono certo ad includere tutte le variabili possibili.

Altro aspetto fondamentale da considerare è se nell’immobile sono presenti arredi su misura: per quanto l’installazione di un pavimento sovrapposto sia un processo molto più veloce, questo tipo di pavimentazione ruba alla casa alcuni centimetri in altezza.

Nel caso quindi di complementi d’arredo a tutta altezza, la scelta di sovrapporre un nuovo pavimento è vincolata all’utilizzo di materiali dallo spessore molto ridotto. Una scelta più sicura e che sicuramente permetterebbe più libertà di scelta dei materiali, in questo caso, sarebbe demolire il pavimento e ricostruirne uno nuovo, senza aggiungere spessori ulteriori.

Un discorso simile è lo stesso che coinvolge le porte dell’abitazione. Se da un lato l’installazione di un pavimento sovrapposto è nettamente più semplice e veloce, dall’altro l’aumento di spessore comporterebbe sicuramente la necessità di rialzare tutte le porte, per recuperare il dislivello. Il rifacimento del pavimento ex novo, sebben più lunga come operazione, non implicherebbe questo ulteriore passaggio.

L’ultima cosa da considerare è lo stato del pavimento esistente: il pavimento sovrapposto, infatti, non si può accostare a tutti i pavimenti. Affinché questa operazione avvenga con successo e non ci siano problemi di stabilità, il pavimento esistente deve essere liscio, ben compatto e in bolla.

Eventuali imperfezioni potrebbero minare la stabilità della nuova pavimentazione: talvolta potrà quindi rendersi necessaria una gettata che livelli il tutto, ma questo aumenterebbe di molto anche lo spessore aggiunto, con tutte le conseguenze che già conosciamo.

Adesso che abbiamo visto quali sono i principali vincoli che possono guidarci nella scelta della posa del pavimento, scopriamo insieme più nel dettaglio queste due tecniche della pavimentazione!

Posa con smantellamento del vecchio pavimento

Partiamo dal tipo di posa più classico: la posa con eliminazione del vecchio pavimento. Fino a non molti anni fa, questa era l’unica opzione per rinnovare il pavimento di casa.

Come abbiamo già visto, questo tipo di operazione si rende necessaria quando l’impiantistica della casa richiede dei sostanziosi interventi, e senza dubbio permette più libertà nella scelta dei materiali, non dovendosi occupare ad esempio degli spessori. Inoltre è un’ottima scelta anche quando si volge lo sguardo alle norme antisismiche: smantellare e posare il pavimento nuovo permette di rendere le costruzioni più flessibili e leggere.

Insieme a tutti questi lati positivi, questo tipo di intervento però porta con sé anche due importanti aspetti negativi: un processo di realizzazione più lungo e fastidioso e un aumento elevato del costo.

Per eseguire un intervento di questo tipo infatti è necessario sgomberare completamente l’appartamento e demolire con rumorosi strumenti il pavimento esistente, con la conseguente creazione di polvere e detriti che ogni demolizione comporta.

La necessità talvolta di eliminare e ricreare tutti gli strati, a partire dal massetto, comporta poi per forza di cose un costo elevato, seppur adeguato per un intervento che impiega giorni per essere realizzato.

Spesso, se quello che si desidera è soltanto effettuare un restyling della casa, l’idea di affrontare una simile operazione dissuade dall’intento. Ma per fortuna l’edilizia moderna si è evoluta, permettendo un cambio di pavimento che accorcia notevolmente tempi e costi. Vediamo come!

Posa di pavimento sovrapposto al pavimento esistente

La posa con pavimento sovrapposto è stata sempre più adottata negli ultimi anni. La possibilità di evitare interventi lunghi e complessi ottenendo comunque un ambiente molto bello e funzionale è decisamente allettante.

Come abbiamo visto, ci sono importanti vincoli che possono precludere la copertura del pavimento esistente. Quindi prima di decidere per questo intervento, un’attenta analisi della pavimentazione da parte di un esperto è sempre caldamente consigliata.

Se l’installazione è possibile, non resta che scegliere quale dei due sistemi di posa per pavimento sovrapposto più si confà alle nostre esigenze.

Vediamo insieme le caratteristiche principali di entrambi i metodi, e come avviene il processo di posa

Pavimento a secco: posa flottante

Il primo tipo di pavimento ad appoggio che analizziamo è il pavimento flottante. La caratteristica essenziale di questo pavimento è che il suo fissaggio sul vecchio pavimento avviene semplicemente a incastro, senza l’utilizzo di collanti o malte che lo leghino alla pavimentazione precedente: da qui deriva l’altro nome con cui è conosciuto questo processo, ovvero “pavimento a secco”.

I lati positivi di questo rivestimento per pavimento sono molteplici: oltre, come già accennato, a un tempo di installazione nettamente ridotto, il mancato utilizzo della colla permette di usare il pavimento da subito, senza dover rispettare i noiosi tempi di asciugatura. Questo rende più facile cambiare il pavimento di una casa arredata, perché i mobili possono essere spostati rapidamente da una stanza all’altra.

Il suo innovativo meccanismo a incastro, poi, rende facile anche disassemblare al bisogno il nuovo pavimento. Questo è un aspetto che può tornare molto utile nel caso, ad esempio, che si decida di rinnovare un ambiente in affitto: l’invasività minima di questo metodo di pavimentazione permette di realizzare un restyling assolutamente non vincolante.

Pavimento a incollaggio

A metà strada tra il pavimento flottante e il pavimento ex novo, si ponte un secondo tipo di pavimento ad appoggio: il pavimento a incollaggio.

L’invasività di questo pavimento è infatti intermedia: se da un lato la sua installazione non richiede i lunghi tempi di demolizione, dall’altra il fissaggio tramite colla lo rende un intervento molto più stabile del pavimento a posa flottante.

Il pavimento a incollaggio risulta quindi una soluzione nettamente più duratura rispetto al flottante: per rimuoverlo occorrerà staccare o, peggio ancora, rompere il pavimento. Questa soluzione, quindi, non si adatta altrettanto bene al rimodernamento di un ambiente in affitto: la scelta di pavimenti da incollare è consigliata quando si sa per certo che la pavimentazione rimarrà in essere per molti anni.

Dunque, ricapitoliamo quanto abbiamo detto. Cambiare il pavimento è un’operazione che permette non solo di risolvere eventuali problemi tecnici, ma anche di conferire alla nostra abitazione un’aria completamente nuova.

I tipi di posa tra cui scegliere sono molto diversi tra loro e decidere al meglio comporta una scelta molto accurata. Rivolgersi a un esperto, che conosca perfettamente tutti i parametri da misurare e sappia prevedere i problemi è la scelta più indicata.

Quindi non esitare a contattarci! I nostri esperti sapranno guidarti nella scelta più adatta alle tue esigenze!