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Progetti

Living Tokyo

"Se non fosse per l'ombra, non ci sarebbe bellezza"

Tokyo, metropoli tentacolare con 37 milioni di abitanti che vivono a ritmi frenetici, è la più grande città del mondo. Eppure, in mezzo al rumore e al trambusto della città, siamo riusciti a ritagliare momenti di sorprendente calma, un netto contrasto ben interpretato dallo stile di John Pawson, architetto, designer e nostro partner.

Pawson ha trascorso gli anni della sua formazione in Giappone, “in giro”, come afferma egli stesso, presso lo studio del notissimo designer Shiro Kuramata, e il suo tavolo Span è il pezzo intorno a cui ruota la sala da pranzo dell’appartamento Salvatori a Tokyo. In un ambiente minimalista, il delicato e perfetto equilibrio fra il Bianco di Carrara e il legno di ciliegio suggerisce una sensazione di armonia, ulteriormente accentuata dagli accessori della nostra Home – il vassoio Pietra L, il fermacarte Gravity – e dalla finitura Stone Tatami disegnata da Piero Lissoni su pareti e pavimenti. Ispirata alla tradizionale stuoia giapponese, la superficie tattile della delicata texture evoca i tessuti di giunco e cotone utilizzati per i tatami, apparendo quasi malleabile.

Situato a Omotesando – uno dei quartieri più interessanti dal punto di vista dell’architettura contemporanea – l’appartamento è a pochi passi dagli edifici di SANNA, Toyo Ito e Tadao Ando. Mentre le strutture dinamiche e avanguardistiche del quartiere si fanno portavoce delle nuove tendenze architettoniche del mondo, l’appartamento appare al di fuori del tempo. Nel living la luce penetra dalle ampie finestre a tutta altezza e si scompone sulla superficie Bamboo, posata sulle pareti con strati a contrasto per creare sottili variazioni nella texture. Disposto intorno al grazioso coffee table Ta_Volo di Franz Siccardi e completato dalla lampada-scultura Urano di Elisa Ossino, l’ambiente è sobrio e ispira quiete, diventando un gradevole rifugio per rilassarsi e leggere dopo una mattinata trascorsa a visitare le famose librerie del quartiere Jimbocho.

Lasciamo la pace dell’appartamento ed entriamo nel quartiere Shinjuku, brulicante e operoso alveare. Dopo una breve sosta sulla terrazza della stazione di Shinjuku per osservare i treni in ingresso e in uscita dalla stazione ferroviaria con il più alto numero di passeggeri al mondo, proseguiamo addentrandoci nel dedalo di vicoli del Golden Gai con i suoi 200 minuscoli bar, locali e ristoranti, per un pasto veloce. Tornati a casa, veniamo avvolti dalla pace del bagno-santuario con pavimento Stone Parquet, che anima delicatamente lo spazio suggerendo il movimento dell’acqua, e che presenta con grazia i lavabi Alfeo di Elisa Ossino della collezione Fontane Bianche e l’elegante e slanciato specchio Archimede, anch’esso della designer. La texture Rain sulle pareti, come suggerisce Lissoni, evoca un “fruscio di canne di bambù” e la panca Span di Pawson elevano il bagno a luogo sensoriale per il recupero energetico e la riflessione.